Ognuno è tanto infelice quanto crede di esserlo.

Lucio Anneo Seneca
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  • 2 ore fa
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I sogni ci ricordano che ricordiamo ogni cosa

Francesca Fichera
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  • 1 giorno fa
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  • 1 giorno fa
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I mostri sono tutti umani

American Horror Story, 2x01
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  • #american horror story #mostri #uomini #citazioni
  • 1 giorno fa
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Incubi nel cassetto

Faccio sempre questi sogni di mari aperti affollati dagli squali, e noi che nuotiamo, o di strade che impennano in cielo, e noi che le imbocchiamo pur sapendo di non farcela senza cadere all’indietro.

Ho nel sangue la voglia di non arrendermi mai, né con te né col mondo. Evidentemente.

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  • #diario #riflessioni #francesca fichera #amore #sogni #incubi #mare #squali
  • 1 giorno fa
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Lettera a Michele Serra (versione integrale)

Mi dichiaro figlia quasi trentenne di professori in pensione, lavoratori che hanno sudato una vita per finire col non poter assicurare neanche una casa alle proprie figlie. Dichiarandolo, pur raggiungendo per 6 anni consecutivi (il famoso e obbrobrioso 3+2) la media dei 29/30, riesco a ottenere una borsa di studio soltanto una volta, e per di più in forma di conguaglio, nascosto dalla formula (quasi ermetica) “idoneo non destinatario”.
Da più di sei anni ricevo entusiastiche proposte di lavoro – scrivo, molto e in maniera discreta - accompagnate da un ‘ovviamente’ accanto a ‘non possiamo pagare’. C’è la crisi mi dicono, però loro, che sono tanti, lavorano, e guadagnano pure bene, al punto da potersi permettere un viaggio al mese, cene in ristoranti di lusso e bottiglie da migliaia di euro.
Vorrei non pensarla come Don Gallo, quando diceva che in condizioni di ingiustizia “la ricchezza è un insulto”, ma non posso farne a meno. Anche perché, secondo lo Stato, in qualche modo quella ricca sono sempre stata io, sono sempre stati quelli come me e i miei genitori; non quelli che bevono il vino d’annata - che fra l’altro, ci terrei a precisare, non s’esauriscono entro i limiti della classe politica, checché ne dica la gente con tre g.
Negli ultimi mesi ho preso ad affezionarmi a una saga fantasy, che in molti seguono e conoscono, dove dopo poco ti risulta evidente un fatto: il falso vince, l’onesto perde. A cominciare dalle piccole cose, dalla scuola e dai suoi microcosmi di preparazione al grande disordine del mondo del lavoro.
Sarà per questo che viviamo in un Paese dove la maggior parte delle riviste online e cartacee regge sul lavoro gratis di giovani (e meno giovani) illusi dallo spettro per allodole della visibilità, oltre che sull’ipocrisia di un Ordine dei giornalisti che continua ad aggiornare prezzari applicati in un probabile e fantasmagorico 10 % della casistica nazionale.
Sarà per questo che si assiste alla scalata di docenti e delle loro attività (soprattutto mediateche e centri culturali, se non proprio festival internazionali, e parlo solo della Campania) costruite con lo sfruttamento di studenti anonimi (camuffato da “attività didattica”) e attraverso padri, madri, zii e sorelle degli studenti col nome.
Sarà per questo che molti progetti, startup e amministrazioni falliscono nella maniera più misera, mentre sempre più persone competenti, mal filtrate da un sistema d’istruzione distruttivo che ha confuso il merito con il capitale a disposizione (anche quello umano); sarà per questo che sempre più persone competenti, onde non essere d’intralcio ai sistemini fini a se stessi costruiti ad hoc da professori traffichini, in nome della sopravvalutata etica dell’arrangiarsi, fluiscono fuori dall’Italia, sentendosi pure rimbrottati, curnuti e mazziati, per aver scelto la cosiddetta via più facile.
Ma quanti prima di me hanno scritto che non lo è? Io credo tanti. Vorrei, vorrei davvero poter restare fra i miei affetti, accanto alla mia famiglia, anche se il mondo attorno a loro crolla. Ma è un mondo, questo, le cui crepe non vanno svelate, perché il nuovo tabù in Italia è diventato l’errore. Non sbaglia nessuno: abbiamo l’arte, il cibo e sappiamo fare l’amore, chi non capisce questo è invidioso, disfattista e non sa cogliere le opportunità. Invece a me hanno insegnato, quei genitori lì e qualcun altro che ho avuto la fortuna di incontrare, che amare significa guardare la bellezza come prendersi cura delle crepe, delle ferite.
Solo che questo Paese che amo non mi lascia spazio per curarlo; mi vende quello spazio con la moneta del compromesso, del lecchinaggio, del nepotismo. Vende il suo stesso male, ci specula sopra. E allora io lo lascio qui a dissanguare, perché non ce la faccio – e datemi pure della vigliacca, mi va bene comunque – a guardarlo morire, con tutte le sue visibilità invisibili e le sue briciole di vantaggi, finendo per morire con lui.

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  • #lettere #Italia #emigrare #dolore #lavoro #francesca fichera #michele serra
  • 2 giorni fa
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Chi, giunto a una certa età, vuole realizzare sogni e speranze di gioventù, si inganna sempre, giacché nell’uomo ogni dieci anni cambia il concetto delle felicità, cambiano le speranze e le prospettive. Guai a colui che, dalle circostanze o dall’illusione, viene indotto ad aggrapparsi al futuro o al passato! Abbiamo commesso una pazzia.

Johann Wolfgang Goethe, Le affinità elettive
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  • 3 giorni fa
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Chiunque neghi al gatto il latte scremato, dovrà dare la panna al topo.

Proverbio russo
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  • 3 giorni fa
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#saperscrivere

La vita non è un romanzo, lo so, lo so… Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile.

- Daniel Pennac

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  • 4 giorni fa
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Spesso la saggezza è più vicina quando ci chiniamo che quando c’innalziamo in volo.

William Wordsworth
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  • 5 giorni fa
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Poi

ci sono questi momenti in cui si mescolano il mare, il sole, i volti, gli odori e le canzoni, tutti a migliaia, tutti passati, e la nostalgia mi divide in così tanti pezzi che ciascuno di essi crede di aver sognato.

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  • #riflessioni #diario #nostalgia #passato #francesca fichera #buonanotte
  • 5 giorni fa

L’abitudine alla disperazione è peggiore della disperazione stessa.

Albert Camus
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  • 5 giorni fa
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